Cos’è
La sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali (cavità aeree nelle ossa del volto) dovuta a infezioni virali, batteriche o a processi allergici. La sinusite acuta si verifica spesso dopo un comune raffreddore: il muco in eccesso e il gonfiore della mucosa bloccano i canali di drenaggio dei seni, favorendo la proliferazione batterica e causando pressione, dolore facciale e talvolta febbre. Anche sinusiti croniche o ricorrenti (spesso associate a riniti allergiche o polipi nasali) possono provocare dolore facciale persistente.
Sintomi
La sinusite provoca dolore o pressione facciale localizzata in corrispondenza del seno paranasale coinvolto. Ad esempio, la sinusite mascellare dà dolore alle guance e ai denti superiori, mentre la sinusite frontale causa dolore alla fronte. Il dolore spesso peggiora chinando la testa in avanti o sdraiandosi, a causa dell’aumento di pressione nei seni. Sono quasi sempre presenti sintomi nasali associati: naso chiuso o che cola (con muco denso giallo-verde), sensazione di pressione dentro il volto, riduzione dell’olfatto e a volte mal di testa concomitante. Nelle sinusiti acute può comparire febbre e malessere generale. Un segno tipico è l’accentuazione del dolore alla percussione o pressione sulle aree del viso sopra i seni infiammati (ad esempio, dolore premendo sulle guance sotto gli occhi in caso di sinusite mascellare).
Diagnosi
Nel sospetto di sinusite, la diagnosi può spesso essere clinica (basata sui sintomi e sull’esame ORL, ad esempio la pressione dolorosa sui seni nasali e la presenza di secrezione purulenta dal meato nasale). Tuttavia, è importante distinguere un vero dolore sinusitico da altri tipi di cefalea facciale. Studi clinici hanno evidenziato che le emicranie vengono comunemente scambiate per “sinusite” in circa il 42% dei pazienti, a causa di sintomi sovrapposti come dolore/pressione facciale, congestione nasale e lacrimazione. Per questo, le linee guida otorinolaringoiatriche raccomandano una conferma oggettiva della sinusite in caso di dubbi: l’endoscopia nasale (rinoscopia) eseguita dallo specialista ORL può visualizzare direttamente pus nei seni paranasali, e la TC del massiccio facciale è l’esame strumentale di riferimento per valutare l’eventuale opacamento dei seni e la presenza di infezioni o alterazioni anatomiche. La TC dei seni paranasali non solo conferma la sinusite, ma può anche rivelare polipi, deviazioni del setto o altre cause predisponenti. Se la TC e la rinoscopia risultano negative, il medico deve considerare che la causa del dolore possa essere non sinogena (ad esempio emicrania o nevralgie).
Terapia
Il trattamento della sinusite acuta punta a risolvere l’infezione e ripristinare il drenaggio dei seni. Se l’origine è virale (come la maggior parte dei casi iniziali), si adottano misure di supporto: decongestionanti nasali (spray vasocostrittori come ossimetazolina) per pochi giorni, irrigazioni nasali con soluzione salina per pulire i passaggi, riposo e idratazione. Tuttavia, va notato che i classici spray decongestionanti da banco offrono solo sollievo temporaneo e, se usati troppo a lungo, possono peggiorare la congestione (effetto rebound). Quando si sospetta una sinusite batterica (sintomi che persistono oltre 10 giorni, febbre alta, secrezione purulenta), gli antibiotici diventano indicati: i più usati sono amoxicillina-clavulanato o macrolidi, a seconda dell’agente patogeno, tipicamente per 7-14 giorni. Gli antibiotici appropriati possono accelerare la guarigione e prevenire complicanze, anche se molte sinusiti batteriche lievi possono risolversi spontaneamente in un paio di settimane. Per alleviare i sintomi, si consigliano inalazioni di vapore (magari con aggiunta di oli balsamici come eucalipto), impacchi caldi sul viso nelle aree doloranti e l’assunzione di analgesici come paracetamolo o FANS per mal di testa e dolore facciale. Se sono presenti condizioni predisponenti (es. allergie nasali), vanno trattate con antistaminici o corticosteroidi nasali per ridurre il rischio di recidive. Nella sinusite cronica (sintomi che durano oltre 12 settimane nonostante terapia medica) o nelle sinusiti ricorrenti resistenti ai farmaci, può essere necessario un intervento chirurgico otorinolaringoiatrico: la chirurgia endoscopica funzionale dei seni paranasali (FESS) permette di rimuovere tessuti patologici (polipi nasali, mucosa infiammata) e ampliare gli osti sinusali per migliorare il drenaggio. La FESS ha alti tassi di successo nel ridurre il dolore e prevenire ulteriori infezioni, migliorando drasticamente la qualità di vita nei pazienti con sinusite cronica refrattaria. Dopo l’intervento, spesso è necessario proseguire con terapie mediche (irrigazioni saline, spray cortisonici) per mantenere i benefici.