Cos’è
L’Emicrania: è una forma di cefalea primaria (non causata da altre patologie) di origine neurovascolare. Anche se l’emicrania è classicamente un mal di testa, può manifestarsi con dolore che coinvolge la regione frontale e orbitale e talvolta irradia verso il viso. Gli attacchi emicranici sono tipicamente pulsanti, unilaterali e ricorrenti, spesso accompagnati da nausea e sensibilità a luce o suoni. In alcuni casi, i sintomi dell’emicrania (ad esempio dolore intorno agli occhi, congestione nasale) possono essere scambiati per sinusite.
Sintomi
L’Emicrania: L’attacco emicranico tipico è un mal di testa pulsante e intenso, localizzato su un lato della testa (spesso nella regione fronto-orbitaria). Il dolore può irradiarsi alla zona zigomatica e periorbitaria dello stesso lato, dando la sensazione di un dolore facciale oltre che cranico. Gli attacchi durano da 4 a 72 ore e sono spesso accompagnati da nausea, vomito, fotofobia (ipersensibilità alla luce) e fonofobia (ipersensibilità ai suoni). Alcuni pazienti sperimentano anche aura visiva (disturbi visivi transitori prima del mal di testa). Importante: a differenza delle sinusiti, l’emicrania non provoca di per sé secrezioni nasali purulente, anche se può associarsi a congestione nasale e lacrimazione oculare durante l’attacco (sintomi neurovegetativi). Proprio la presenza di congestione e dolore facciale induce spesso le persone a credere erroneamente di avere una sinusite, mentre si tratta di emicrania (un fenomeno riscontrato in una larga percentuale di pazienti).
Diagnosi
La diagnosi è “clinica” cioè sulla base dei sintomi. Si parte perciò sempre da un’attenta anamnesi (raccolta della storia clinica) e da un esame obiettivo completo. È da valutare la localizzazione, il tipo di dolore (acuto, urente, pulsante, elettrico, sordo), i fattori scatenanti o allevianti e la presenza di eventuali segni associati, (come deficit neurologici, problemi dentali, segni nasali, rash cutanei). È da capire se il dolore segue il territorio di un nervo specifico (come nelle nevralgie) o se è diffuso; se è intermittente a scariche o continuo; se vi sono sintomi concomitanti (febbre, congestione nasale, debolezza muscolare facciale, ecc.). Il medico cioè, per arrivare ad una diagnosi deve non solo riconoscere i segni tipici dell’emicranica, ma deve escludere altre cause di dolore con la stessa localizzazione.
Esami Diagnostici
Gli esami più richiesti sono la risonanza magnetica (RM) e la tomografia computerizzata (TC), soprattutto per escludere, in caso di dubbio altre patologie.
Terapia
Emicrania: La terapia dell’emicrania si divide in trattamento degli attacchi acuti e terapia di prevenzione. Per gli attacchi occasionali e non troppo gravi, possono bastare analgesici da banco: FANS (come ibuprofene, ketoprofene) o paracetamolo, spesso abbinati a un antiemetico (per controllare nausea e vomito). Negli attacchi moderati-severi, i farmaci specifici per l’emicrania sono i triptani (come sumatriptan, rizatriptan, ecc.), che sono vasocostrittori selettivi delle arterie cerebrali e risultano molto efficaci nell’interrompere l’attacco doloroso nella maggior parte dei pazienti. I triptani vanno assunti all’inizio dell’attacco e possono essere somministrati per via orale, nasale o sottocutanea a seconda della rapidità richiesta. In alcuni casi si usano anche analgesici combinati con caffeina o ergotamina (anche se gli ergot derivati sono caduti in disuso per gli effetti collaterali). Il paziente emicranico trae giovamento dal riposare in un ambiente tranquillo e buio durante l’attacco, per ridurre la stimolazione sensoriale. Quando gli attacchi sono frequenti (più di 3-4 al mese) o molto invalidanti, è indicata una terapia profilattica di fondo, da assumere quotidianamente per ridurre l’incidenza e la gravità delle crisi. Le opzioni profilattiche più consolidate includono: beta-bloccanti (come propranololo o metoprololo), calcio-antagonisti (flunarizina), alcuni antidepressivi triciclici (amitriptilina a basse dosi), alcuni antiepilettici (topiramato, acido valproico). Negli ultimi anni si sono aggiunte terapie innovative come gli anticorpi monoclonali anti-CGRP, che hanno mostrato efficacia nel prevenire l’emicrania cronica. L’identificazione e l’evitamento di eventuali trigger personali (come certi alimenti, stress, alterazioni del sonno) fanno parte integrante della gestione. L’emicrania condivide alcune caratteristiche con altri dolori facciali: ad esempio, pazienti con forme particolarmente refrattarie possono essere inviati a centri cefalee dove sono disponibili anche trattamenti come la tossina botulinica (indicata nell’emicrania cronica) o la neuromodulazione non invasiva.